Diamanti e lacrime

Potrebbe essere il titolo di un film hollywoodiano. Abbiamo incontrato Sophie Mizrahi-Rubel a Parigi, in occasione della presentazione della magnifica collezione di John Rubel, già sotto i riflettori di Vancouver e presto anche di New York. Nipote del grande gioielliere di New York John Rubel (creatore di talento, rinomato a Place Vendôme per le spille ballerina di Van Cleef & Arpels), Sophie ha scambiato quattro chiacchiere con ADTF.

ADTF: Sophie, cosa significa per lei parlare di diamanti?

[Non appena sentita la domanda, Sophie è arrossita e una lacrima le è scesa sul viso.]

SMR: Quando penso ai diamanti non posso fare a meno di piangere, perché mi tornano alla mente mio nonno e moltissimi bei ricordi. La nostra casa di famiglia si trovava a Medan, in Francia, vicino a quella di Émile Zola. Lì, nascosti in un baule, ho ritrovato degli archivi che mi hanno ispirato a far rivivere il marchio. Mio nonno lavorava sempre, anche nei fine settimana. Apriva ogni singolo pacchettino per controllare che non fosse rimasto nemmeno un diamante, anche se minuscolo. Il nonno è stato il mio maestro e una grande fonte di ispirazione: è stato lui a insegnarmi ad amare e a prendermi cura di questa preziosa pietra. Terminati gli studi, ho fondato la mia azienda e ho lavorato per i grandi gioiellieri di Place Vendôme. Nel mio atelier ideavo e realizzavo tutti i gioielli che mi ordinavano, poi, gonfia di orgoglio, li mostravo a mio nonno. Lui non esaminava mai il lavoro che stava alla base, ma mi chiedeva sempre: “Quanti carati?”. Quindi, aggiungeva: “Sei come i tuoi prozii, ti piace creare”.

I diamanti risvegliano moltissimi ricordi, preziosi e stupendi. Volevo riproporre il talento creativo rivelato da John Rubel nel 1942, l’anno in cui il marchio venne lanciato negli Stati Uniti. Si trattava di una collezione Art Déco allegra e vivace, composta da elementi colorati. La mia collezione, “Vies de Bohème”, è dunque un modesto tributo alla mia famiglia. Durante le mie ricerche, ho scoperto alcune parole del famoso poeta francese Paul Fort, ovvero “i maghi dei diamanti”, e ho quindi deciso di dedicarle a Jean e Robert Rubel. I diamanti hanno fatto parte della vita della mia famiglia per le ultime cinque generazioni. Oggi, i miei clienti mi chiedono di trasformare i grandi classici della gioielleria con diamanti in nuove creazioni, sulle quali sto attualmente lavorando in vista della mia prossima collezione. I diamanti sono i migliori amici dei Rubel.